lunedì 15 aprile 2013

Postdoc

Please find below a link for a Call for Proposals for fellowships for young U.S. researchers who are interested in pursuing post-doctoral research in Israeli institutions, offered by the Fulbright Foundation. Questions should be directed to the Fulbright Foundation.

http://www.bsf.org.il/data/FormsToDownload/Fulbright_Israel_Post_Doctoral2013.doc







lunedì 1 aprile 2013

Hamas rules


Hamas to ban mixed-sex schools in Gaza Strip

The law, which will mandate separate classes for boys and girls from the age of nine, goes into effect next school year and applies throughout the Strip, including in private, Christian-led and United Nations schools.

domenica 7 agosto 2011

il popolo esige giustizia sociale

Non ricordavo un movimento di gente così vasto da quando si sognava ancora una pace di cuore con i Palestinesi. Ieri sera piu' del 3% del popolo Israeliano e' sceso in piazza, da Kiriat Shmone al Nord, attraverso Gerusalemme fino ad Eilat, con epicentro Tel Aviv dove più' di 300.000 persone hanno partecipato alla prima manifestazione sociale dagli anni '70. Tradotta in numeri Italiani e' come se 3 milioni di persone si muovessero. Non e' una manifestazione disperata, in Israele oggi la disoccupazione e' al 5%, la crisi mondiale ha toccato Israele di striscio. E' la dimostrazione della classe media, quella che lavora, che va militare, quella che studia, quella delle maestre e dei maestri, dei ricercatori e scienziati, e' quella degli attori e musicisti. Si e' quella che riesce ad andare in vacanza pagando la vacanza a 6 rate. Si e' quella che ha l'ipod, pagato a 36 rate. L'hanno chiamata viziata, anarchica, fumatrice di Narghilla, l'hanno dipinta con i colori esotici di suonatori da strada avvolti da una nuvola di fumo. Pensavamo tutti che fosse morta l'anima Israeliana, pensavamo che quella pallottola che ha ucciso Rabin avesse ucciso anche il coraggio di un'intera generazione, e invece eravamo solo in coma. Nessuno lo ha ancora notato, quelli stessi giovani che piangevano la morte di Rabin su candele e corde di chitarra, quegli stessi giovani che sognavano e vedevano la pace affacciarsi alla porta, poi brutalmente ferita dal fanatismo di pochi. Quei giovani che più di 16 anni fa chiedevano un cambiamento della realtà della regione sono usciti dal loro lutto, sono usciti dallo shock di aver perso un leader uno dei pochi leader rimasti, e sono usciti con la stessa forza, la stessa energia, gli stessi strumenti musicali e gli stessi occhi brillanti per cambiare di nuovo, per cambiare la faccia della realtà Israeliana. Due differenze sono importanti oggi rispetto a 16 anni fa. Sono usciti senza un leader, sono usciti tutti insieme, ebrei di sinistra e di destra e arabi, sono usciti a cambiare il proprio presente, non più quello dei propri figli, non vogliono un miglioramento del futuro, no. Il cambiamento deve avvenire oggi, il presente e' quello che conta, Israele e il suo tessuto sociale e' quello che conta. Non vogliono più giocare lo stesso gioco che non ha portato altro che tristezza e rabbia e odio, non vogliono più' sentirsi dire che devono sacrificarsi perché l'Iran ha la bomba, perché a Gaza c'e' Hamas, perché in Libano Hezbollah sta ricreando il suo arsenale bellico. Non vogliono più' sentirsi dire che devono avere paura e che devono vivere male perché li' fuori il nemico si sta preparando a distruggerci. Urlano che la loro qualità di vita deciderà se Israele vincera' la prossima guerra, urlano che se non cambia la situazione in Israele la stessa sicurezza di Israele e' a rischio, urlano che voglio cambiare le regole del gioco, e le regolo le vogliono decidere loro, non generali riciclati ne' business men. 16 anni sono tanti e la rabbia lo sconforto hanno lasciato il posto ad una rinnovata energia, quella che ieri sera urlava:" il popolo esige giustizia sociale".

domenica 30 gennaio 2011

Egitto ieri Egitto domani

Tutta Israele segue alla radio o alla televisione la cronaca dall'Egitto. Una domanda ricorre:  l'egitto brucia, e' bene per gli ebrei?

Le risposte sono tendenzialmente negative. Un egitto instabile o peggio nelle mani di un opposizione islamiche stile fratelli musulmani avrebbe conseguenze nefaste rispetto ad Israele su fronti diversi: (1) l'accordo di pace Israele Egitto, firmato da Sadat, poi ucciso, rimane uno dei capisaldi della stabilita' della regione, (2) il dialogo con i Palestinesi, in cui l'Egitto ha sempre giocato un ruolo di prestigio anche nella crisi interna Palestinese, (3) i rapporti con Gaza, Hamas e il passaggio di beni o "mali" attraverso Rafiach. Queste sono cmq incognite. Difficile vedere un Egitto in mano ai fratelli musulmani che rappresentano sempre una minoranza nel paese. L'Egitto e' un paese laico. Difficile vedere l'Egitto intraprendere una guerra contro Israele... e a quale scopo? le megalomanie di Nasser e il periodo dei giochi di confine nel Sinai sono lontani. Di certo un nuovo Egitto porterebbe con se una nuova (anche se nei limiti imposti dall'equilibrio fragile nella regione) visione del mondo, di alleati e nemici, ma.... bisogna cmq tenere presente che l'Egitto oggi e' tra i paesi arabi piu' finanziati dall'occidente con un ruolo chiave di influenza nella regione che qualsiasi governo (a meno che  fanatico) vorrebbe mantenere. 

Alla fine la rivolta in Egitto spaventa molto di piu' stati arabi quali la Siria e l'Iran dove una situazione di miseria, degrado sociale ed economico sono il fiore all'occhiello di governi dittatoriali impegnati solo a deviare l'odio verso i sionisti. Un cambiamento in Egitto soprattutto se, cercando di essere ottimisti, portasse con se' un minimo di riforme in senso democratico, potrebbe avere un effetto positivo sull'evoluzione della regione, sul miglioramento della condizione sociale e dei diritti umani, potrebbe avere anche un effetto intimidatorio nei confronti di quelle dittature troppo sfacciate "attenzione, non giocate troppo con il popolo che governate, perche' anche qui, anche iin MO e' possibile la rivoluzione". Sicuro durante la rivoluzione Francese buona parte dell'Europa guardava con preoccupazione allo sconvolgimento politico-sociale, eppure... . Senza entrare in paragoni storici difficili da sostenere, la rivoluzione in Egitto e prima in Tunisia lascia dietro se' un odore di cambiamento spesso difficile da captare in questa parte del mondo. C'e' da sperare che gli Egiziani riescano nel loro intento, quello di generare una societa' piu' giusta. 

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sabato 22 gennaio 2011

Fwd: Si e' spenta nel sonno Sonia Gal Peres

Si e' spenta nel sonno Sonia Gal Peres

di Deborah Fait


Shimon Peres con la moglie, Sonia (1923-2011)

Era una gran donna.
Sonia Gal, come preferiva essere chiamata, aveva conosciuto Shimon Peres, prima della II seconda guerra mondiale. quando erano entrambi adolescenti nel kibbuz Bet Shemen. Si innamorarono ma poi furono separati quando Sonia si arruolo' nell'esercito britannico e fu mandata in Egitto dove divenne crocerossina e autista nel battaglione delle donne.
La coppia si sposo' nel 1945 ed ebbe tre figli, uno dei tre, Rafi, e' direttore medico allo Sheba Medical Center.
Nessuno ha mai visto Sonia accanto al marito in tutti questi anni ma lei e' sempre stata presente nella sua vita privata e politica anche se colla riservatezza e la timidezza che la contraddistinguevano, da vera israeliana e sionista, di quelli di un tempo, di quando Israele era povero e aveva la purezza naive che ne faceva un Giardino dell'Eden.
L'Israele di Sonia, di Golda che riceveva dignitari e ministri nella cucina di casa e gli faceva il caffe', di David Ben Gurion  che viveva con Paula in una casetta di tre stanze piena solo di libri.
Un Israele che oggi, per forza di cose, non esiste piu' ma che e' rimasto nei cuori di tutti noi.
 
Sonia Gal  si oppose strenuamente all'elezione del marito a presidente, non partecipo' all'inaugurazione della Knesset nel 2007 e non ando' mai ad abitare nella residenza presidenziale.
Si racconta che, quando Shimon Peres era Ministro degli Esteri, Sonia un giorno ando' a trovarlo e, siccome nessuno la conosceva, fu lasciata a fare anticamera come qualsiasi sconosciuto.
Era conosciuta e amata pero' dalla gente comune, soprattutto da quelli che a volte, per qualche motivo, andavano a dimostrare davanti alla residenza presidenziale, allora lei arrivava, portava da mangiare e da bere e si assicurava che tutti si fossero potuti lavare e pulire.
 
Si e' spenta a 87 anni, nel sonno, in silenzio, senza disturbare, come era vissuta.
Come moglie di Peres aveva il diritto di essere sepolta sul Monte Herzel nella zona riservata alle mogli dei Presidenti ma lei ha lasciato scritto di voler riposare per sempre nel cimiterino di Bet Shemen, il kibbutz che aveva visto lei e Shimon giovani, felici e pieni di sogni costruire la democrazia e la Tifheret (Splendore) dove oggi, grazie a loro, noi viviamo.
Migliaia di persone erano presenti al suo funerale e Shimon Peres ha detto:
"E' stata il mio unico amore per 65 anni"
 
Possa riposare in pace e il suo ricordo essere d'esempio.


http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90



mercoledì 22 dicembre 2010

Israeli news can kill emotionally

I am leaving because of a sense of emotional exhaustion from dealing daily with difficult news, a feeling of fatigue and a strong desire for freedom and change
says 'Exhausted' Haimovich stepping down as Channel 10's news anchor

venerdì 8 ottobre 2010

rule of law

It is puzzling why at this very moment in history we need a citizenship law in the form Lieberman asks. It is possible that the reason lies in Lieberman origins, where doubts on ones religion/ideology/thougths/nationality/loyalty where daily life. It is possible that the reason lies in the weakness of our own feeling regarding our place here and what state and what sort of democracy we want. It might lie in the rows of tentative humiliations attempted by this government against the non-jewish and particularly arab community (doubt that the russians are the target). It might lie in the will to draw the peace process to a dead end while blaming everyone beside ourselves. Or simply it might lie in a misconception of what democracy should be... and the originators of this law are probably a support to this hypothesis. What is unfortunately missing from that law to make it more appealing to "the other" is the guarantee of equal rights, is the guarantee of the state to defend the rights of all its citizens. It misses an inherent concept of democracy that the originators most likely ignore: we are citizen of a state, not servants, we are individuals not part of the state ideology and the government must defend the rights of all of us, no matter our political view, our religion, our ideology.

domenica 12 settembre 2010

2011 Meeting ISPS @ Sede Boqer

Dear colleagues and friends, 

I'd like you to take a moment and invite you to register to the coming 2011 Meeting of the Israeli Society for Plant Sciences. It will introduce you to the Blaustein Institutes for Desert Research and to the Sede Boqer area. We will have key note speakers Israeli Prize Prof Jonathan Gressel and Prof Jill Farrant of the Molecular and Cell Biology Dept, University of Cape Town. Last but not least, we are planning a post-meeting half a day trip to learn about ancient agriculture in the area. More info can be found in the website of the meeting. 

Hope you'll join us and re-discover Sede Boqer. Please kindly distribute the invitation among your colleagues.

Cheers and Shana' tova', 

Aaron

domenica 4 aprile 2010

The shame of the church.

The personal preacher comments on the recent accusations to the priests and the church... cleverly the source is a letter of a jew, a friend. Suffering against suffering... what a shame what a disgust, 15 centuries of discrimination, hatred, pogroms, massacres and expulsions partly driven by the church itself are now compared with accusations of criminal behavior by priests. At the start of the first crusade 12.000, twelve thousand EUROPEAN jews were killed in Spira, Worms, Magonza and Colone. European Jews were killed in all following holy crusades. In 1180 the king of France expels all jews from the regiong under direct control of the crown. In 1290 Jews were expelled from England. In 1492 more than 100.000 Jews were expelled from Spain, by the catholic Ferdinando and Isabella. Hundreds of thousands were forced to convert, particularly in the regions of Castiglia and Aragona. All this hatred originated in the catholic church, in its policy and politics... all this was compared with the "suffering" of priests of accusation of pedophilia, partly based, partly robust. Behind the shocking disproportion of the comparison, the subtle message of this comparison is as well that there was a reason in the end for all the suffering of my people, a reason, a fault, a justification. If all jews suffered is because some indeed sucked the blood of peasants and used catholic children blood during Passover, and indeed killed the son of G-D. The personal preacher defends the church community from attacks that are based on real events of individual priests... it is this parallelism sutble, confusing, disgusting. The personal preacher compares the legal charges for criminal behavior and omerty, with the worst product of catholic doctrine during its first 15 centuries of existence, a product that killed, suppressed innocent people, just because unwilling to accept the catholic faith, but not exterminated paradoxically because their existence was part of the essence of the identification of the new faith. The message was delivered during the preparation for Passovver, during the holy friday... a day when the jews were humiliated and when fervent catholic faith across europe sparked into uttering violence against the "christ killers". I'm disgusted by this immoral arrogance, may G-D forgive your personal preacher...

lunedì 8 marzo 2010

Pendolare Torino Milano, Febbraio 2010

26 02 2010
Il treno affollato di aliti e fianchi compressi nei jeans si muove verso il mio ignoto costeggiando montagne innevate. I pali di cemento spingono il treno lontano. Mi chiedo come ci si possa salvare e quando saltare dal treno per scendere evitando di farsi esplodere la testa contro quei pali, mentre bocche parlano di tal Guido e dei soldi che deve. La mia testa aperta lascia vedere pensieri improbabili, paure tangibili e un interruttore che attira le dita dei miei ignoti compagni di viaggio. Parlano troppo, ad alta voce, urlano, i miei pensieri. Spegnete quella testa, spegnetela. off.
Viaggio sopra un treno che brucia stazioni e odora di bachelite. Tra gente stanca, tra valigette e borchie, tra auricolari e libri che rubano pensieri, che zittiscono ricordi. Tra immigrati, emarginati, dimenticati. Lo stomaco in bocca, il mio sacco vicino e il suo contenuto di parole, sogni e biancheria sporca. "E' tutto un equilibrio sopra la follia…. senti che fuori piove… senti che bel rumore".
Viaggia con una rosa rossa che protegge deciso dalle spinte di questo o quel passeggero incurante. Viaggia con la rosa appoggiata nello zaino verde. Il nastro rosso brilla rifiutandosi di appiattirsi sotto la luce dei neon e il grigio del pavimento plasticato. Viaggia con me, agitato, innamorato, viaggia con scarpe economiche appena comprate e un completo grigio, la camicia aperta a V sul collo, il dopobarba del supermercato, la pelle rosa da rasoio nervoso. Si passa la mano sul viso come per scacciare la paura di un rifiuto… la paura di essere voluto, la paura del dopo, della mattina dopo, della settimana dopo, delle ore di treno che li distanziano, dei chilometri di pianura e fiume che li dividono, passa la mano sugli occhi per cancellare pensieri di solitudine e disegnarvi al posto il viso di lei, il suo sorriso, per ascoltarne il tono della voce, le inclinazioni del suo parlato, il nervoso dei denti sulle pellicine, il rossore delle guance sotto il suo sguardo quel giorno in pizzeria, sorride; vede se stesso riflesso, mi fissa ma non mi vede, mi attraversa con lo sguardo in direzione mare. Mi mette a fuoco lentamente, la coscienza di se riemerge dalla bocca dello stomaco. Mi parla e cerca di buttar fuori quel qualcosa che gli stringe il diaframma, annodato come l'elastico che gli tiene i capelli in una coda corta, che cade su di un impermeabile nero. Mi offre una sigaretta, no grazie… ma si dai, grazie… il fumo entra nei miei polmoni dopo anni di nostalgia e una nausea insolente sale e rovina l'incontro. Mi definisce artista, solo perché' ho fotografato la sua rosa rossa in tanta decadenza umana e meccanica. Mi lascia il suo indirizzo per mandargli la foto.. scendiamo dal treno e lui mi segue, come se avesse paura di rimanere solo, solo, solo, solo ad aspettare altre quattro ore il treno che lo porterà dall'altra parte d'Italia, dove arriverà domani mattina, mi segue nervoso, indicandomi la via per il metro e parlando di come inseguire i propri sogni, di come sentire la vita vibrare nel sangue, di come non sta più nei vestiti appena comprati da un'emozione mista di terrore ed eccitazione. Annuisco, in bocca al lupo, e mi dirigo verso la metro.

giovedì 14 gennaio 2010

L'antropologia: diplomazia da due soldi con la turchia

Sembra di essere in una pessima telenovela con attori che non hanno idea di come comportarsi e una scenografia ridicola. La realta' e' che si tratta del ministero degli esteri Israeliano, e dell'ambasciatore turco. La foto riportata dai giornali mostra un incontro che l'ambasciatore ha trovato umiliante.... forse si lamenta troppo... eppure... l'ambasciatore siede su di un divanetto ikea da 200NIS blu, a 50cm da terra, in un angolo di una stanza angusta, con una serie di spine elettriche chiaramente visibili e tanto "shik"... che mi ricorda la stanza dei dormitori dell'universita' nel 92 a Tel Aviv. La parte Israeliana, composta da tre omaccioni tra cui il vice ministro degli esteri, siedono di fronte all'ambasciatore, su sedie da mensa, almeno 50cm piu' alte del divanetto. Ricordo di aver sentito dire da un'antropologa che in certe culture la prospettiva dello sguardo esprime simbolicamente il rispetto per l'interlocutore. Pare che anche l'ambasciatore (e un po' anche io) la pensi allo stesso modo, nonostante il sorriso. La scenetta umiliante viene dopo una settimana circa dal discorso del caro e intelligente ministro degli Esteri, compagno Lieberman, sulla nuova policy diplomatica Israeliana: non piu' con la lingua di fuori mostrando l'altra guancia, ma un'immediata risposta a critiche. In effetti la risposta e' stata immediata e alla scenetta e' seguita una reazione furibonda Turca e la risposta Israeliana, temibile e irata e' stata una lettera di scuse da parte del ministro degli esteri all'ambasciatore e un discorso di scuse del vice in parlamento... Panzer Liebermann e' inarrestabile.... Israele no.

venerdì 13 novembre 2009

Farfalle

Farfalle, bianche, striate come zebre, farfalle volano intorno a me, sudato,
respi....ro profondo, il vento gelido, il sole cocente, brividi, capezzoli
duri. Farfalle che danzano come quelle che mi accompagnavano sul sentiero
quando passavo tra i prati montani, qui volteggiano di sassolino in sassolino,
come ogni sasso fosse ricco di nettare... come se non fosse deserto quello che
ci circonda... ma "cosa fate qui?" sciocco... cosa faccio io qui? le braccia
tese nel maestrale, sentirmi a un passo dal prendere il volo staccando i piedi
dalla roccia, sopra questa splendida landa, nitida nei suoi chiaro scuri, nelle
sue ombre mattiniere e nei colori dei minerali. Farfalle, e' splendido qui.