http://www.bsf.org.il/data/FormsToDownload/Fulbright_Israel_Post_Doctoral2013.doc
lunedì 15 aprile 2013
Postdoc
http://www.bsf.org.il/data/FormsToDownload/Fulbright_Israel_Post_Doctoral2013.doc
lunedì 1 aprile 2013
Hamas rules
Hamas to ban mixed-sex schools in Gaza Strip
The law, which will mandate separate classes for boys and girls from the age of nine, goes into effect next school year and applies throughout the Strip, including in private, Christian-led and United Nations schools.
domenica 13 novembre 2011
domenica 7 agosto 2011
il popolo esige giustizia sociale
domenica 19 giugno 2011
sabato 11 giugno 2011
martedì 24 maggio 2011
domenica 30 gennaio 2011
Egitto ieri Egitto domani
Tutta Israele segue alla radio o alla televisione la cronaca dall'Egitto. Una domanda ricorre: l'egitto brucia, e' bene per gli ebrei?
Le risposte sono tendenzialmente negative. Un egitto instabile o peggio nelle mani di un opposizione islamiche stile fratelli musulmani avrebbe conseguenze nefaste rispetto ad Israele su fronti diversi: (1) l'accordo di pace Israele Egitto, firmato da Sadat, poi ucciso, rimane uno dei capisaldi della stabilita' della regione, (2) il dialogo con i Palestinesi, in cui l'Egitto ha sempre giocato un ruolo di prestigio anche nella crisi interna Palestinese, (3) i rapporti con Gaza, Hamas e il passaggio di beni o "mali" attraverso Rafiach. Queste sono cmq incognite. Difficile vedere un Egitto in mano ai fratelli musulmani che rappresentano sempre una minoranza nel paese. L'Egitto e' un paese laico. Difficile vedere l'Egitto intraprendere una guerra contro Israele... e a quale scopo? le megalomanie di Nasser e il periodo dei giochi di confine nel Sinai sono lontani. Di certo un nuovo Egitto porterebbe con se una nuova (anche se nei limiti imposti dall'equilibrio fragile nella regione) visione del mondo, di alleati e nemici, ma.... bisogna cmq tenere presente che l'Egitto oggi e' tra i paesi arabi piu' finanziati dall'occidente con un ruolo chiave di influenza nella regione che qualsiasi governo (a meno che fanatico) vorrebbe mantenere.
Alla fine la rivolta in Egitto spaventa molto di piu' stati arabi quali la Siria e l'Iran dove una situazione di miseria, degrado sociale ed economico sono il fiore all'occhiello di governi dittatoriali impegnati solo a deviare l'odio verso i sionisti. Un cambiamento in Egitto soprattutto se, cercando di essere ottimisti, portasse con se' un minimo di riforme in senso democratico, potrebbe avere un effetto positivo sull'evoluzione della regione, sul miglioramento della condizione sociale e dei diritti umani, potrebbe avere anche un effetto intimidatorio nei confronti di quelle dittature troppo sfacciate "attenzione, non giocate troppo con il popolo che governate, perche' anche qui, anche iin MO e' possibile la rivoluzione". Sicuro durante la rivoluzione Francese buona parte dell'Europa guardava con preoccupazione allo sconvolgimento politico-sociale, eppure... . Senza entrare in paragoni storici difficili da sostenere, la rivoluzione in Egitto e prima in Tunisia lascia dietro se' un odore di cambiamento spesso difficile da captare in questa parte del mondo. C'e' da sperare che gli Egiziani riescano nel loro intento, quello di generare una societa' piu' giusta.
Aasabato 22 gennaio 2011
Fwd: Si e' spenta nel sonno Sonia Gal Peres
| di Deborah Fait
Era una gran donna. http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90 |
mercoledì 22 dicembre 2010
Israeli news can kill emotionally
I am leaving because of a sense of emotional exhaustion from dealing daily with difficult news, a feeling of fatigue and a strong desire for freedom and changesays 'Exhausted' Haimovich stepping down as Channel 10's news anchor
domenica 5 dicembre 2010
venerdì 8 ottobre 2010
rule of law
domenica 12 settembre 2010
2011 Meeting ISPS @ Sede Boqer
martedì 24 agosto 2010
mercoledì 18 agosto 2010
domenica 4 aprile 2010
The shame of the church.
giovedì 11 marzo 2010
lunedì 8 marzo 2010
Pendolare Torino Milano, Febbraio 2010
Il treno affollato di aliti e fianchi compressi nei jeans si muove verso il mio ignoto costeggiando montagne innevate. I pali di cemento spingono il treno lontano. Mi chiedo come ci si possa salvare e quando saltare dal treno per scendere evitando di farsi esplodere la testa contro quei pali, mentre bocche parlano di tal Guido e dei soldi che deve. La mia testa aperta lascia vedere pensieri improbabili, paure tangibili e un interruttore che attira le dita dei miei ignoti compagni di viaggio. Parlano troppo, ad alta voce, urlano, i miei pensieri. Spegnete quella testa, spegnetela. off.
Viaggio sopra un treno che brucia stazioni e odora di bachelite. Tra gente stanca, tra valigette e borchie, tra auricolari e libri che rubano pensieri, che zittiscono ricordi. Tra immigrati, emarginati, dimenticati. Lo stomaco in bocca, il mio sacco vicino e il suo contenuto di parole, sogni e biancheria sporca. "E' tutto un equilibrio sopra la follia…. senti che fuori piove… senti che bel rumore".
Viaggia con una rosa rossa che protegge deciso dalle spinte di questo o quel passeggero incurante. Viaggia con la rosa appoggiata nello zaino verde. Il nastro rosso brilla rifiutandosi di appiattirsi sotto la luce dei neon e il grigio del pavimento plasticato. Viaggia con me, agitato, innamorato, viaggia con scarpe economiche appena comprate e un completo grigio, la camicia aperta a V sul collo, il dopobarba del supermercato, la pelle rosa da rasoio nervoso. Si passa la mano sul viso come per scacciare la paura di un rifiuto… la paura di essere voluto, la paura del dopo, della mattina dopo, della settimana dopo, delle ore di treno che li distanziano, dei chilometri di pianura e fiume che li dividono, passa la mano sugli occhi per cancellare pensieri di solitudine e disegnarvi al posto il viso di lei, il suo sorriso, per ascoltarne il tono della voce, le inclinazioni del suo parlato, il nervoso dei denti sulle pellicine, il rossore delle guance sotto il suo sguardo quel giorno in pizzeria, sorride; vede se stesso riflesso, mi fissa ma non mi vede, mi attraversa con lo sguardo in direzione mare. Mi mette a fuoco lentamente, la coscienza di se riemerge dalla bocca dello stomaco. Mi parla e cerca di buttar fuori quel qualcosa che gli stringe il diaframma, annodato come l'elastico che gli tiene i capelli in una coda corta, che cade su di un impermeabile nero. Mi offre una sigaretta, no grazie… ma si dai, grazie… il fumo entra nei miei polmoni dopo anni di nostalgia e una nausea insolente sale e rovina l'incontro. Mi definisce artista, solo perché' ho fotografato la sua rosa rossa in tanta decadenza umana e meccanica. Mi lascia il suo indirizzo per mandargli la foto.. scendiamo dal treno e lui mi segue, come se avesse paura di rimanere solo, solo, solo, solo ad aspettare altre quattro ore il treno che lo porterà dall'altra parte d'Italia, dove arriverà domani mattina, mi segue nervoso, indicandomi la via per il metro e parlando di come inseguire i propri sogni, di come sentire la vita vibrare nel sangue, di come non sta più nei vestiti appena comprati da un'emozione mista di terrore ed eccitazione. Annuisco, in bocca al lupo, e mi dirigo verso la metro.
giovedì 14 gennaio 2010
L'antropologia: diplomazia da due soldi con la turchia
venerdì 13 novembre 2009
Farfalle
respi....ro profondo, il vento gelido, il sole cocente, brividi, capezzoli
duri. Farfalle che danzano come quelle che mi accompagnavano sul sentiero
quando passavo tra i prati montani, qui volteggiano di sassolino in sassolino,
come ogni sasso fosse ricco di nettare... come se non fosse deserto quello che
ci circonda... ma "cosa fate qui?" sciocco... cosa faccio io qui? le braccia
tese nel maestrale, sentirmi a un passo dal prendere il volo staccando i piedi
dalla roccia, sopra questa splendida landa, nitida nei suoi chiaro scuri, nelle
sue ombre mattiniere e nei colori dei minerali. Farfalle, e' splendido qui.











